ODISSEA TRA LE VITE

12.00

NAPOLITANO ANDREA

COD: 9788890432187 Categorie: ,

Descrizione

Questo libro è il fedele resoconto di una serie di sedute di sostegno psicologico condotte attraverso l’utilizzo di una particolare tecnica, l’ipnosi regressiva. Si tratta di una metodologia che in Italia, probabilmente per motivi culturali, è ancora relativamente poco utilizzata – per non dire che è considerata tuttora tabù – sebbene pionieri del calibro di Angelo Bona e Marco Chisotti abbiano cominciato a portarla avanti con successo.

Tale tecnica è diffusa su scala ben maggiore negli Stati Uniti, dove esiste una letteratura specializzata che ha fatto breccia anche nel nostro Paese, grazie alle opere di autori divenuti presto noti non solo al pubblico specializzato, quali Brian Weiss, Raymond Moody, Jim Tucker, Carol Bowman, Joel Whitton e Joe Fisher.

L’ipnosi, lungi dall’essere una pratica sciamanica o misterica, è un semplice stato di coscienza “alternativo”, una condizione di mirata concentrazione e al contempo di profondo rilassamento, che può tradursi in uno stato di trance più o meno profondo. Mediamente, solo due o tre persone su dieci riescono ad entrare in una trance profonda, spettacolare, e priva di ricordi al “risveglio” come quella troppo spesso pubblicizzata nei film e negli show televisivi; ma è sufficiente un grado di trance media (ottenibile dal 60 per cento delle persone) per accedere alla visualizzazione spontanea di memorie o immagini.

A partire da questo stato mentale, l’ipnosi regressiva consente l’emergere di ricordi altrimenti nascosti che possono far luce sul passato dell ‘individuo. Tali ricordi possono risalire sino al periodo della prima infanzia, o andare ancora più indietro, permettendo di tornare alla vita intrauterina, o addirittura a ipotetiche vite precedenti.

Benchè l’ipotesi della reincarnazione sia sostenuta da molte religioni o dottrine filosofiche, in primis induismo e buddhismo – e pare che lo stesso cristianesimo la ammettesse, fino al Concilio di Nicea del 325 d.C. – non è certo scopo di questo libro fare proselitismi in favore o contro tale weltanschauung.

Come psicologo, mi limito a rilevare, in primo luogo, che tale tecnica ha il vantaggio di coniugare la ricerca individuale di scoperta di sé, a cui la psicologia cerca di dare risposte, con l’altrettanto nobile aspirazione alla spiritualità presente in ogni uomo, anche se spesso rimossa nell’ odierna società individualistica e consumistica.

In secondo luogo, non ho alcuna pretesa di affermare la veridicità delle ipotetiche vite precedenti che emergono durante l’ipnosi (anche se alcuni pazienti assicurano di aver trovato riscontri concreti a conferma dei loro ricordi): mi contento di dire che, anche se le presunte esistenze pregresse fossero solo delle simbolizzazioni metaforiche delle esperienze infantili vissute dalla persona ipnotizzata, ciò non muta il potenziale terapeutico di tali visualizzazioni. Ciò che conta è, per il paziente, dare risposta alle difficoltà del presente trovando un senso o una spiegazione che ne collochi la radice nel passato, che permetta di inserirle in un disegno esistenziale più ampio: cambia poco che tutto ciò avvenga in un piano reale o simbolico. Peraltro, è assolutamente evidente che tutte le esperienze che, in ipnosi, vengono fatte risalire alle vite precedenti, hanno un legame inscindibile con il presente individuale: ma questo può essere considerato sia come una prova a favore dell’ipotesi meramente simbolica delle “esistenze pregresse”, sia come un implicito sostegno alla teoria indo-buddhista del karma, secondo cui tutto ciò che ci accade nel presente è il risultato delle nostre azioni passate, e i dolori che sopportiamo non sono altro che il faticoso tentativo di assimilare lezioni di vita che in passato non siamo riusciti ad apprendere.

E proprio la necessità di capire quali lezioni doveva ancora imparare, qual era il senso di certe sue sofferenze, è stata la molla che ha spinto la paziente di cui si parla in questo libro a chiedere di approfondire la conoscenza di sé proprio grazie all’ ipnosi regressiva.

Tutto ciò che viene di seguito raccontato è quindi la testimonianza letterale di quasi un anno di sedute. Sono stati naturalmente modificati, per evidenti motivi di privacy, solo l’identità e il nome della paziente, nonché certi particolari che avrebbero potuto renderla riconoscibile. Ho ribattezzato questa donna “Odissea”, sia perché il suo viaggio fra le diverse esistenze da lei rievocate ha presto assunto i connotati di un drammatico ritorno verso le proprie origini e verso se stessa, sia perché certi tratti caratteriali emersi come denominatori comuni a molte delle sue personalità precedenti, ne fanno a buon diritto un novello Ulisse al femminile.

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