I GRILLI PARLANTI

I GRILLI PARLANTI

17.00

ANDREA FERAZZOLI

LIBRO IN SCONTO PROMOZIONE FINO AL 31 DICEMBRE 2014

COD: 9788898669080 Categorie: ,

Descrizione prodotto

L’asserzione nietzschiana secondo cui «ogni filosofia è una autobiografia» mi sembra racchiudere adeguatamente il nucleo tematico del felice esordio narrativo di Andrea Ferazzoli, I grilli parlanti [2014].

La maschera che solitamente indossa l’Autore cade ai piedi del Narratore, le due figure si intrecciano fino a con-fondersi ma, per chi sa leggere tra le righe, non può non emergere prepotentemente dolce l’eclettica personalità dell’uomo Ferazzoli, sia più esplicitamente sotto le sembianze di Sergio Paranza, sia più velatamente – ma senza per questo rinunciare all’aderenza al concreto-vissuto – attraverso i pensieri, le parole, le soppresse omissioni di Marzia Ponzelli. E chi, come l’estensore di queste note, ha avuto il piacere – sì, il piacere – e il privilegio di conoscere e frequentare Andrea non potrà non godere della freschezza e della levità ragionata di queste pagine in cui la narrazione procede spedita come una sceneggiatura ben congegnata e dai meccanismi rigorosamente oliati.

E’ Ferazzoli stesso che, sia detto per inciso, non ci nasconde quanta “presa” abbia avuto nella elaborazione della sua prosa l’arte cinematografica: sono infatti frequenti i ricorsi e alla terminologia ed alla professione del cineasta, segnatamente riferiti al personaggio di Marzia vero centro cardinale dell’impianto del libro: «Per tutto il tempo Marzia era rimasta da sola, aveva osservato la sua vita, il suo corpo, il suo universo con il distacco di un acuto regista che, da fuori, dispone del proprio film» [p. 179].

Il viaggio interiore cui tutti dovremmo essere disposti ad affrontare è un viaggio che va vivisezionato con la meticolosità che un director deve riservare alla “impressione” degli eventi, al loro svolgimento perché solo sdipanando la pellicola della propria esistenza si potrà, forse, conferirle un senso quanto più possibile compiuto. Chi, come Guido – il deuteragonista suo malgrado – indotto, gentilmente trascinato dinnanzi allo specchio al quale si era da fin troppo tempo rifiutato di guardare, chi, come Marzia, in piena, dolorosa consapevolezza. Quella consapevolezza la cui voce ci sorprende tanto più quanto meno siamo stati inclini a darle ascolto; una voce spesso dissonante con la tenue rappresentazione che andiamo inscenando giorno per giorno, indaffarati oltremisura a mantenerci nascosta ogni imperfezione. Una voce molesta, stridula come quella di un «grillo parlante sulla spalla» [p. 92] dei molti burattini convinti di essere altrettanti Mastri Geppetto.

Luca Ormelli 01/05/2014.

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